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Vasi tra ikebana e oggetto d'arte
Un vaso giapponese svolge spesso due funzioni contemporaneamente: come contenitore per l'arte tradizionale della composizione floreale ikebana e come oggetto scultoreo autonomo, che ha un proprio effetto anche senza fiori. Questa doppia funzione caratterizza forma, proporzione e dimensione dell'apertura di molti modelli e distingue nettamente la tradizione giapponese dei vasi dai contenitori floreali occidentali puramente decorativi, in cui in genere prevale l'abbondanza della composizione.
Ikebana: meno è più
L'arte giapponese della composizione floreale ikebana segue principi estetici propri, in cui linea, spazio e asimmetria sono spesso più importanti di una fitta abbondanza di fiori. All'interno dell'ikebana si sono sviluppate nel corso dei secoli diverse scuole con proprie regole, come Ikenobo, la più antica scuola conosciuta, ma a tutte è comune il principio di base secondo cui ogni ramo, ogni fiore e ogni spazio vuoto viene posizionato consapevolmente. Un buon vaso da ikebana sostiene questa riduzione grazie a una forma chiara e discreta e a un'apertura concepita per pochi steli, che dà sostegno alla composizione senza mettersi essa stessa in primo piano.
Varietà di forme e stili ceramici
I vasi giapponesi spaziano da forme slanciate e ovali allungate a contenitori panciuti e dall'aspetto terroso, e vengono realizzati in quasi tutti gli stili ceramici conosciuti: rustici e non smaltati nella ceramica di Bizen o di Shigaraki, con vivace smalto craquelé nella ceramica Raku, oppure finemente dipinti a motivi floreali nella ceramica di Kutani. Ogni stile conferisce al vaso un carattere proprio, da arcaico e terroso a raffinato ed elegante, così da poter trovare la forma adatta a quasi ogni stile d'arredamento e gusto personale.
Il wabi-sabi nella forma del vaso
Molti vasi seguono l'ideale del wabi-sabi: una sagoma leggermente irregolare, una traccia di cottura visibile o un piede volutamente ruvido non sono qui considerati un difetto, bensì un'espressione di naturalezza e onestà artigianale. Questa imperfezione voluta è strettamente legata alla filosofia dell'ikebana, che pone anch'essa al centro la bellezza del naturale, dell'imperfetto e del transitorio invece della simmetria artificiale.
Vasi come oggetto d'arte autonomo
Non ogni vaso deve essere riempito di fiori: proprio i pezzi dalla forma scultorea sviluppano una propria, quieta presenza anche da vuoti e si prestano magnificamente come elemento decorativo a sé stante. In particolare i vasi con una texture marcata, una sagoma insolita o uno smalto vistoso hanno spesso già di per sé, senza decorazioni floreali, l'effetto di una piccola scultura autonoma e possono mantenere il proprio posto nello spazio invariati tutto l'anno.
Trovare il vaso giusto per il proprio spazio
Nella scelta conviene considerare, oltre al puro aspetto estetico, anche l'uso previsto: chi pratica regolarmente l'ikebana trae vantaggio da una forma più sobria e funzionalmente studiata, mentre i puri appassionati di ceramica giapponese cercano piuttosto un pezzo unico particolarmente espressivo e scultoreo. Anche le dimensioni del luogo di collocazione e le condizioni di luce presenti influenzano quale smalto e quale forma risultino più efficaci.
Le forme dei vasi e i loro nomi
La tradizione ceramica giapponese conosce una moltitudine di forme classiche di vasi con denominazioni proprie, come la forma tsubo, ovale allungata con collo stretto, la forma kabin, panciuta, per composizioni più grandi, o la forma particolarmente semplice e cilindrica, utilizzata soprattutto per composizioni ikebana minimaliste con singoli rami. Queste diverse tradizioni formali sono nate ciascuna per contesti d'uso specifici e possono ancora oggi essere scelte in modo mirato in base all'effetto visivo desiderato.
Vasi come richiamo visivo stagionale
Come per i kakemono, anche per i vasi si può coltivare un uso variabile secondo le stagioni: un vaso terroso e non smaltato con un singolo ramo di pino in inverno, un vaso più fine e chiaro con rami di ciliegio in fiore in primavera. Questa pratica consapevole e ricorrente collega il vaso come oggetto al ritmo mutevole delle stagioni e ne fa un elemento vivo, mai del tutto uguale, dell'arredamento domestico.
Vasi come compagni a lungo termine
A differenza dei fiori recisi di fresco, che appassiscono dopo pochi giorni, un vaso di ceramica di qualità rimane per decenni parte integrante della propria casa, accompagnando molte diverse fasi di vita, stili d'arredamento e composizioni stagionali. Questa longevità rende l'investimento in un vaso giapponese fatto a mano particolarmente vantaggioso, poiché il prezzo d'acquisto iniziale si relativizza nel corso dei molti anni di utilizzo.
Trovi il vaso che dona al suo spazio quiete e carattere, sia con un unico fiore sia del tutto da solo.