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Un mondo tra dei, spiriti e forze della natura
La mitologia giapponese è strettamente intrecciata con lo shintoismo, che attribuisce a fenomeni naturali e luoghi proprie divinità, chiamate kami. Questo mondo è arricchito da figure buddhiste e da una ricca tradizione di leggende popolari con esseri come kitsune, tengu od oni – figure che nella pittura prendono forma da secoli e che sono ancora oggi vive nella letteratura, nel teatro e nelle arti figurative. A differenza di molte mitologie occidentali, in Giappone non esiste una netta separazione tra figure «religiose» e «popolari»; divinità shintoiste, esseri protettori buddhisti e personaggi leggendari coesistono spesso fianco a fianco e si mescolano nel linguaggio figurativo.
Il drago come simbolo della forza della natura
Il drago, in giapponese ryū, è tra i motivi mitologici più amati e rappresenta l'acqua, il tempo atmosferico e la forza indomita della natura. A differenza del drago occidentale, in Giappone non è generalmente considerato una minaccia, bensì un potente protettore e portatore di pioggia e fertilità, strettamente legato a fiumi, laghi e mare. Nei templi il drago compare spesso come pittura sul soffitto sopra l'ingresso principale, dove veglia sui visitatori – un motivo che dispiega il suo effetto potente e protettivo anche sui kakemono.
Kitsune, tengu e oni
Il kitsune, uno spirito-volpe dotato di capacità magiche e del dono della metamorfosi, è considerato, a seconda della tradizione narrativa, messaggero della divinità del riso Inari oppure astuto trickster, capace tanto di aiutare quanto di prendere in giro gli esseri umani. Il tengu, un essere ibrido dal naso lungo o dal becco d'uccello, dai tratti del viso rossi e con le ali, secondo la leggenda abita le montagne e rappresenta un'arte marziale soprannaturale nonché la selvatichezza della natura incontaminata. L'oni, una figura demoniaca con corna e spesso pelle rossa o blu, incarna per lo più sventura e punizione, ma in alcuni contesti – come nella tradizionale festa di Setsubun, durante la quale si lanciano fagioli contro gli oni – funge anche da figura protettrice contro un male ancora maggiore.
Kami e divinità della natura
I kami possono incarnare montagne, fiumi, alberi o anche forze astratte come fertilità, artigianato o fortuna, e il loro numero è considerato, nella tradizione shintoista, praticamente illimitato. Nella pittura vengono raramente rappresentati in modo realistico, ma spesso in modo simbolico attraverso attributi, motivi naturali di accompagnamento o abiti caratteristici, cosicché la loro identità si chiarisce spesso solo dal contesto complessivo dell'immagine.
Motivi mitologici nell'arte, nella letteratura e nella vita quotidiana
Molte di queste figure sono già note a chi viaggia in Giappone e a chi si interessa di cultura, grazie alla letteratura, al teatro (nō e kabuki) o alla cultura popolare moderna, il che rende i kakemono mitologici un accesso particolarmente agevole alla tradizione narrativa giapponese. Allo stesso tempo, l'approfondimento delle storie d'origine dietro i motivi apre una profondità affascinante, che va ben oltre la semplice osservazione dell'immagine.
La mitologia come linguaggio figurativo per l'oggi
Un motivo mitologico nella propria casa è più di un semplice elemento decorativo: porta avanti una tradizione narrativa secolare e invita a confrontarsi con le storie che si celano dietro l'immagine. Che sia come spunto di conversazione per gli ospiti o come rifugio personale in un mondo immaginifico fantastico: i kakemono mitologici uniscono qualità pittorica e profondità narrativa come poche altre categorie dell'arte giapponese.
Shintoismo e buddhismo come terreno comune
A differenza di molte altre culture, in Giappone lo shintoismo e il buddhismo convivono in gran parte pacificamente da secoli e si sono reciprocamente compenetrati in molti ambiti dell'arte e della tradizione narrativa. Questa fusione di concezioni religiose, denominata shinbutsu-shūgō, spiega perché in molti motivi figurativi mitologici si ritrovino contemporaneamente sia divinità naturali shintoiste sia figure protettrici buddhiste, spesso senza che venga percepita alcuna contraddizione tra le due tradizioni.
I motivi mitologici come campo di collezionismo
Per i collezionisti che desiderano approfondire lo studio della mitologia giapponese, questa categoria offre un campo particolarmente ricco: dalle leggende del drago che variano a seconda della regione, passando per le diverse varianti di rappresentazione del kitsune, fino alle numerose divinità kami spesso note solo a livello locale, una collezione può essere ampliata in modo mirato verso tradizioni narrative sempre nuove e specifiche. Molti collezionisti iniziano con un motivo generalmente noto come il drago e approfondiscono poi via via il proprio interesse verso figure leggendarie più particolari e legate a specifiche regioni.
Si immerga nel mondo degli dei e delle favole del Giappone – e lasci che un frammento della sua antichissima forza narrativa prenda vita nella sua casa.