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Calligrafia giapponese

Calligrafia giapponese

Shodō, l'arte della calligrafia giapponese: kakemono con caratteri pieni di forza, detti zen e poesie, scritti a mano da maestri di calligrafia giapponese, ogni opera un'opera unica.

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La calligrafia giapponese, chiamata shodō, è l'arte della scrittura con inchiostro e pennello e viene considerata una forma d'arte autonoma, di pari rango rispetto alla pittura. Vengono scritti perlopiù singoli caratteri, brevi massime zen, poesie o estratti di sutra, laddove la qualità di un'opera non si misura soltanto dalla leggibilità, bensì dal ritmo, dalla forza e dall'equilibrio del tratto di pennello. Tre stili calligrafici classici caratterizzano la calligrafia: kaisho (scrittura in stampatello), gyōsho (semicorsivo) e sōsho (scrittura corsiva, detta anche «scrittura d'erba»). Su densho.de trova kakemono di calligrafia scritti a mano come pezzi unici dal Giappone.

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Shodō – la via della scrittura

Il termine giapponese Shodō significa letteralmente «via della scrittura» e pone così la calligrafia sullo stesso piano di altre «vie» classiche come la cerimonia del tè (Sadō) o la composizione floreale (Kadō). Non si tratta soltanto di trasmettere un significato, ma di respiro, concentrazione, postura del corpo e disposizione interiore durante l'intero processo di scrittura. In Giappone lo Shodō viene tradizionalmente insegnato già a scuola e da molte persone viene proseguito per tutta la vita come pratica personale, ben oltre la semplice abilità della bella scrittura.

Tre stili di scrittura classici

Il kaisho è la scrittura in blocco, chiara e ben leggibile, e rappresenta spesso il punto di partenza nell'apprendimento della calligrafia, paragonabile a un pulito carattere di stampa. Il gyōsho, la scrittura semicorsiva, collega i singoli tratti in modo più fluido e richiede già maggiore esercizio e sicurezza nella conduzione del pennello. Il sōsho, spesso chiamato «scrittura d'erba», è la forma corsiva fortemente astratta, in cui i singoli caratteri risultano a malapena leggibili in modo isolato, ma che consente per questo un'espressione artistica e una calligrafia personale particolarmente ricche: è considerato il più impegnativo e il più libero dei tre stili.

Contenuti: dal singolo carattere alla poesia

Molti kakemono di calligrafia mostrano un singolo carattere dal forte significato – ad esempio per «armonia» (Wa), «via» (Dō) o «vuoto» (Kū) – mentre altre opere riproducono intere poesie, classici detti zen o estratti di sutra. Il contenuto e lo stile di scrittura scelto sono per lo più strettamente correlati fra loro: un carattere quieto e contemplativo viene spesso realizzato in una scrittura kaisho essenziale, mentre una poesia sull'effimero incanto della primavera può risultare più vivida in una fluida scrittura sōsho.

Pennello, inchiostro e carta

Come nella pittura, si utilizzano l'inchiostro sumi, un pennello di bambù o di pelo animale e la carta washi. A differenza della pittura figurativa, nella calligrafia è quasi esclusivamente la linea stessa a determinare la qualità e l'espressione dell'opera – il suo spessore, il suo ritmo, la distribuzione della quantità di inchiostro e della secchezza lungo il tratto. Un calligrafo esperto pianifica spesso mentalmente l'intero segno prima di scrivere, poiché una correzione dopo il primo contatto del pennello con la carta è praticamente esclusa.

La calligrafia come espressione dell'artista

Ogni calligrafia porta inconfondibilmente la mano del suo creatore – il ritmo, la pressione e la disposizione interiore del calligrafo si riflettono immediatamente nell'opera compiuta, in modo non dissimile da una firma occidentale, ma molto più espressivo. Due calligrafi che scrivono lo stesso carattere nello stesso stile producono comunque opere del tutto diverse, poiché l'individualità nella calligrafia giapponese è considerata parte integrante della forma d'arte e non una deviazione da una norma.

La calligrafia negli spazi moderni

Un kakemono di calligrafia si presta magnificamente come accento chiaro ed essenziale in ambienti tanto moderni quanto tradizionali. Un singolo carattere dal forte impatto può caratterizzare l'intera atmosfera di uno spazio, senza che siano necessarie conoscenze linguistiche per coglierne l'effetto visivo ed energetico.

Imparare e comprendere la calligrafia

Anche chi non pratica personalmente la calligrafia trae beneficio dal conoscere un po' i fondamenti di questa forma d'arte: l'ordine e la direzione dei tratti di pennello, detta forza del tratto, segue regole fisse, tramandate nei secoli, che stanno alla base di ogni carattere giapponese. Solo lo scostamento consapevole da questo ordine di base – ad esempio nella libera scrittura sōsho – permette a un calligrafo esperto di inserire la propria nota artistica individuale, senza rinunciare completamente alla leggibilità e alla struttura fondamentale del carattere.

Caratteri popolari e il loro significato

Accanto ad «armonia» (Wa), anche caratteri come «fortuna» (Fuku), «salute» (Kenkō), «amore» (Ai) o «quiete» (Sei) rientrano fra i motivi più apprezzati per i kakemono di calligrafia decorativi. Ognuno di questi caratteri può inoltre essere realizzato in stili di scrittura diversi, per cui, anche a parità di contenuto del carattere, si ottengono effetti visivi completamente diversi – da chiaro e rasserenante in kaisho a energico e dinamico in sōsho.

La calligrafia come ponte fra culture

Anche al di fuori del Giappone lo Shodō gode di un apprezzamento crescente, poiché la forza espressiva pura e immediata di un tratto di pennello può essere percepita indipendentemente dalle barriere linguistiche. Gli appassionati d'arte legati alla pittura astratta o all'arte minimalista trovano spesso nella calligrafia giapponese una parentela sorprendentemente stretta: entrambe le forme espressive puntano sulla riduzione, sul gesto e sulla forza comunicativa della singola linea, anziché sulla rappresentazione figurativa.

Scopra la forza e la quiete dell'arte della scrittura giapponese – un kakemono calligrafico è pura arte espressiva concentrata per la sua casa.

Domande frequenti

Sì, se non diversamente indicato, si tratta di pezzi unici fatti a mano da maestri giapponesi, eseguiti ciascuno in un unico tratto, non correggibile, con pennello e inchiostro. Nessuna opera è identica a un'altra, anche quando lo stesso carattere viene raffigurato più volte.
Ciò dipende dalla disponibilità di volta in volta: la preghiamo di verificare le singole descrizioni dei prodotti oppure, per richieste particolari, di contattarci, e cercheremo di procurarLe qualcosa di adatto.
Shodō significa «via della scrittura» e indica la calligrafia giapponese come forma d'arte autonoma e meditativa, posta sullo stesso piano di altre «vie» classiche come la cerimonia del tè. Tradizionalmente non viene intesa soltanto come abilità tecnica, ma come pratica personale che dura tutta la vita.
I tre stili classici sono kaisho (scrittura in stampatello chiara e ben leggibile), gyōsho (semicorsivo, con legature più fluide) e sōsho (corsivo, o «scrittura d'erba», fortemente astratto e il più libero nell'esecuzione). Ogni stile richiede un grado crescente di pratica ed espressione personale.
Il kaisho è una scrittura a blocchi chiaramente leggibile, paragonabile a un carattere di stampa pulito, mentre il sōsho è fortemente astratto e corsivo e rende spesso i singoli caratteri quasi irriconoscibili se isolati, consentendo però un'espressione artistica e una grafia individuale decisamente maggiori.
Perché le due informazioni si riferiscono a cose diverse: l'indicazione dell'epoca descrive l'oggetto - supporto pittorico, colori, stato di conservazione -, mentre la firma riporta quale nome compare sull'opera. Dietro a ciò non si nasconde di norma alcun tentativo di inganno, bensì la formazione pittorica giapponese: la copia da modelli di bottega è stata per secoli il programma di studi, un utsushi è considerato un atto di omaggio verso il maestro, le botteghe firmavano con il nome del maestro, e i nomi d'artista venivano tramandati all'interno di una scuola. Un rotolo verticale di questo tipo non è quindi un falso, bensì un pezzo unico dipinto a mano che prosegue il linguaggio formale della propria scuola - solo che non si tratta dell'opera del nome celebre, e viene prezzato di conseguenza. Lo spieghiamo in modo approfondito nella guida Perché un kakemono porta spesso la firma di un artista morto da tempo?.
Spesso un singolo carattere dal significato profondo come «armonia» o «via», una poesia classica, un detto zen o un estratto di sutra. La scelta del contenuto è spesso strettamente legata allo stile calligrafico desiderato e all'effetto che l'opera intende produrre.
No, la qualità artistica risiede soprattutto nel ritmo, nella forza e nell'equilibrio del tratto di pennello ed è percepibile direttamente anche senza conoscenze linguistiche, un po' come si può percepire un dipinto astratto senza conoscerne il titolo. Su richiesta, è comunque possibile leggere anche il significato del rispettivo carattere.
Nella pittura contano la composizione e la struttura dell'immagine, mentre nella calligrafia contano soprattutto il tratto, il ritmo e l'equilibrio interno della linea, poiché qui non vi è un motivo figurativo, ma è il gesto grafico puro a essere al centro della valutazione artistica.
Come nella pittura, lo spazio vuoto è concepito consapevolmente e contribuisce in modo determinante all'equilibrio e all'effetto complessivo dell'opera, poiché la collocazione del carattere all'interno della superficie è importante quanto i caratteri stessi.