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Informazioni utili

Fuchin – i silenziosi guardiani del kakemono

Piccoli ma indispensabili: i fuchin appesantiscono le estremità inferiori di un kakemono e fanno sì che il rotolo verticale rimanga appeso in modo fermo e disteso.
Peso decorativo fuchin su un rotolo verticale kakemono
In breve
I fuchin (風鎮, letteralmente "placa-vento") sono tradizionali pesi decorativi giapponesi che vengono fissati in coppia alle estremità inferiori di un kakemono (rotolo pittorico verticale) per impedirne l'arrotolamento o l'oscillazione nella corrente d'aria. Sono realizzati in materiali come ceramica, marmo, onice, cristallo di rocca o metallo, sono per lo più lavorati a forma cava e vengono applicati al kakemono tramite un cordoncino di seta con nappina. Oltre alla loro funzione pratica, i fuchin sono considerati un elemento decorativo autonomo, scelto deliberatamente in armonia con il motivo e lo spazio del rispettivo kakemono.

Sono appesi in modo discreto al margine inferiore di un kakemono, non più grandi di una noce, eppure svolgono un compito senza il quale l'intero effetto di un rotolo verticale giapponese andrebbe perduto: i fuchin fanno sì che un kakemono resti appeso in modo liscio e tranquillo, invece di incurvarsi, torcersi o oscillare nella corrente d'aria. Chi si occupa più da vicino di questi piccoli oggetti scopre presto che sono ben più di semplici pesi di zavorra: sono un'artigianato artistico a sé stante all'interno della cultura pittorica e calligrafica giapponese.

Cosa sono i fuchin?

I fuchin (風鎮) sono tradizionali pesi decorativi giapponesi che vengono fissati alle estremità inferiori di un kakemono, un rotolo verticale giapponese. Il nome si traduce letteralmente con «placatore del vento» o «domatore del vento» e rimanda alla sua funzione originaria, del tutto pratica: impedire che il rotolo verticale si muova nella corrente d'aria, si arrotoli o si deformi per la tensione propria del materiale. Di norma due fuchin vengono fissati in coppia tramite sottili nappe di seta, spesso colorate, alle estremità laterali del supporto inferiore del kakemono, i cosiddetti jiku.

Anatomia di un kakemono

Per comprendere appieno la funzione dei fuchin, vale la pena osservare la struttura di un kakemono. Nella parte superiore si trova lo hassō, un'asticella di legno a forma di mezzaluna, alla quale è fissato, tramite anelli metallici (kan), il cordoncino di sospensione (kakehimo). All'estremità inferiore, un'asta cilindrica di legno, lo jikugi, garantisce stabilità e funge al contempo da asse attorno al quale il dipinto viene arrotolato. Le estremità laterali di questa asta, gli jikusaki, sono spesso dotate di pomelli decorativi in ceramica o in legno laccato. I fuchin vengono applicati proprio a queste estremità inferiori, completando così il raffinato equilibrio tra funzione e ornamento che rende ogni kakemono un oggetto unico nel suo genere. Il fatto che già le estremità del rotolo stesse fungessero da peso è documentato dal Cleveland Museum of Art a proposito di una coppia di estremità di rotolo in porcellana di Seifū Yohei III (1851–1914): lì esse servivano contemporaneamente da peso per il dipinto e da presa per srotolarlo e riavvolgerlo.

Materiale e lavorazione artigianale

I fuchin sono realizzati in una gamma notevole di materiali: la ceramica e la porcellana sono tra i materiali più tradizionali, ma esistono anche fuchin in marmo, onice, cristallo di rocca, agata, ebano o metallo. Questa varietà di materiali consente agli artigiani di ottenere effetti estetici e tattili molto diversi tra loro – dall'eleganza fredda e levigata del marmo lucidato alla texture calda e terrosa della ceramica tradizionale. I corpi del peso vero e proprio sono spesso lavorati cavi, in modo che vi si possa far passare un cordoncino di seta con nappina, con cui il fuchin viene fissato al kakemono. I fuchin di pregio vengono talvolta intagliati, incisi, fusi o decorati con pietre semipreziose incastonate e conservati in una piccola scatola apposita in legno di kiri (paulonia) quando non sono in uso.

Più di una semplice funzione

Anche se la loro origine è chiaramente di natura pratica, i fuchin sono da tempo intesi, nell'estetica giapponese, come un elemento a sé stante della presentazione dell'immagine. Nella scelta di un fuchin adatto, tradizionalmente non si bada soltanto al peso e alla stabilità, ma anche all'armonia con il motivo del kakemono e con l'atmosfera dello spazio in cui esso viene appeso – ad esempio nel tokonoma, la nicchia espositiva tradizionale di un ambiente abitativo giapponese. Un dipinto di paesaggio invernale richiede fuchin diversi rispetto a un delicato motivo floreale o a una calligrafia vigorosa; forma, materiale e colore dei piccoli pesi vengono scelti consapevolmente per completare l'immagine nel suo insieme, invece di distrarre da essa.

Perché ogni fuchin è un'opera unica

Poiché i fuchin sono tradizionalmente realizzati a mano – intagliati, modellati in ceramica, levigati o incisi –, ogni pezzo si differenzia minimamente da ogni altro nella forma, nella venatura o nello smalto. Questa individualità si pone in consapevole contrasto con la produzione industriale in serie e si inserisce così nell'atteggiamento fondamentale della tradizione artigianale giapponese, in cui anche gli oggetti più piccoli e apparentemente secondari vengono realizzati con la stessa cura dell'opera d'arte vera e propria che accompagnano. Una coppia di fuchin fatti a mano in ceramica o pietra naturale racconta così, similmente a un kakemono stesso, una piccola storia di precisione artigianale.

Varietà regionale: fuchin di Kutani, marmo e pietra naturale

Poiché i fuchin sono tradizionalmente realizzati con materiali così diversi, riflettono spesso anche le tradizioni artigianali regionali. Particolarmente noti e apprezzati dai collezionisti sono ad esempio i fuchin in porcellana di Kutani, la cui decorazione intensa e policroma nel caratteristico stile Gosai-de si valorizza anche in formato miniatura, spesso con motivi di onde, fiori o geometrici. Accanto a questi si sono affermati i fuchin in pietra naturale levigata come marmo o onice, la cui venatura cangiante rende ogni singolo pezzo inconfondibile, così come varianti più sobrie in legno o ceramica non smaltata, che completano composizioni di kakemono più discrete e minimaliste. Questa varietà consente di trovare una coppia di fuchin adatta a quasi ogni soggetto pittorico e a ogni stile d'arredamento.

Fuchin e tomobako: due forme di cura giapponese

Come molti altri oggetti pregiati della cultura materiale giapponese, le coppie di fuchin di maggior valore vengono spesso conservate in una piccola scatola propria in legno di kiri (paulonia), quando non sono applicate al kakemono. Questo principio, ovvero dotare un oggetto di un involucro protettivo appositamente realizzato, si ritrova nell'arte giapponese in molteplici forme – ad esempio nella tomobako, la scatola di conservazione per ceramica e altri oggetti d'arte. Esso sottolinea un atteggiamento fondamentale: anche un oggetto piccolo e complementare merita la stessa cura nella realizzazione e nella conservazione riservata all'opera principale che accompagna. Il Cleveland Museum of Art mostra questa stessa cura sul lato della scatola: nel caso di un rotolo verticale di Seifū Yohei III, il figlio dell'artista ne confermò la paternità nel 1919 con un'iscrizione apposita sul coperchio della scatola corrispondente.

Cosa conta nella scelta

Chi desidera presentare in modo nuovo un kakemono dovrebbe considerare diversi aspetti nella scelta dei fuchin adatti: il peso, che deve essere sufficiente a tenere ferma la superficie dipinta senza gravare sul delicato supporto; la colorazione e la texture, che dovrebbero intonarsi al motivo raffigurato e alla sua atmosfera; nonché la lunghezza della nappa, che dipende dalle dimensioni del rispettivo kakemono. Tradizionalmente i fuchin si acquistano in coppia, poiché un peso uniforme su entrambi i lati garantisce un'immagine appesa tranquilla e simmetrica.

I fuchin negli spazi abitativi moderni

In tempi di ambienti abitativi ben isolati e a tenuta d'aria, la funzione originaria, puramente pratica, dei fuchin – calmare il kakemono al vento – ha naturalmente perso importanza. Tanto più oggi emerge in primo piano la loro funzione decorativa e atmosferica: i fuchin continuano a garantire che un kakemono sia appeso in modo ordinato e appesantito, in particolare nel caso di rotoli verticali più lunghi o più pesanti, e allo stesso tempo pongono un accento decorativo consapevole al margine inferiore dell'immagine. Chi presenta un kakemono tra le proprie mura domestiche dovrebbe quindi dedicare a questo dettaglio piccolo ma efficace la stessa attenzione riservata alla scelta dell'immagine stessa.

Su densho.art trova fuchin fatti a mano in marmo, onice e ceramica, che non solo stabilizzano il suo kakemono, ma lo completano anche con stile. Chi desidera comunque acquistare un kakemono trova nel nostro assortimento di accessori anche il fuchin adatto per la presentazione armoniosa del proprio rotolo verticale.

Fonti e bibliografia

Cleveland Museum of Art: Roller Ends for Hanging Scroll, Seifū Yohei III., n. inv. 2022.152, clevelandart.org.

Cleveland Museum of Art: Symbols of Longevity: Deer under Peach and Pine, Toda Tadanaka, n. inv. 2015.86, clevelandart.org.

Cleveland Museum of Art: Rain Clearing over a Summer's Mountain, Seifū Yohei III., n. inv. 2022.151, clevelandart.org.

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