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La leggenda di Takasago – Due pini, un amore eterno

Un'anziana coppia di sposi, due pini separati dal mare: la leggenda di Takasago è considerata ancora oggi il simbolo giapponese dell'amore eterno e costante.
I pini di Takasago come simbolo di fedeltà coniugale
In breve
La leggenda di Takasago racconta di un'anziana coppia che si rivela essere costituita dagli spiriti di due pini, distanti nello spazio ma legati tra loro, a Takasago e Sumiyoshi. Il racconto divenne celebre grazie all'omonimo dramma Nō del drammaturgo Zeami, considerato fin dal periodo Muromachi una delle più importanti opere beneauguranti (Shūgen-Nō). Nella cultura giapponese il pino simboleggia la longevità e l'unione coniugale; passaggi dell'opera vengono citati ancora oggi ai matrimoni giapponesi, e le coppie di figure Takasago sono considerate un tradizionale regalo di nozze.

Non manca quasi a nessun matrimonio giapponese: il racconto di un'anziana coppia che sotto un pino sempreverde raccoglie gli aghi caduti, incarnando la forza silenziosa di un amore che sopravvive ai decenni, anzi alla morte stessa. La leggenda di Takasago è tra i racconti più antichi e ancora oggi più vivi della cultura giapponese, sostenuta da uno dei più importanti drammi del teatro Nō e tuttora parte integrante dei rituali nuziali giapponesi.

Il nucleo della leggenda

La leggenda di Takasago narra di un'anziana coppia che, secondo la tradizione, appare sulla spiaggia sabbiosa presso il villaggio di Takasago, spazza gli aghi caduti sotto un antico pino e in tal modo si rivela essere gli spiriti di due pini uniti tra loro - il pino di Takasago e il suo pino compagno nella lontana Sumiyoshi. Sebbene i due alberi siano geograficamente separati dalla baia di Ōsaka, sono considerati indissolubilmente legati l'uno all'altro - un'immagine che rappresenta come il vero affetto non abbia bisogno di vicinanza spaziale per durare. In una variante più popolare del racconto, la leggenda viene inoltre intrecciata con la storia di una ragazza di pescatori di nome Matsue e di un giovane di nome Teoyo, che si incontrano sotto lo stesso pino, invecchiano insieme e continuano fino alla morte le loro passeggiate serali fino al pino.

Il dramma nō «Takasago»

La leggenda divenne celebre soprattutto grazie all'omonimo dramma nō, scritto da Zeami, il più importante drammaturgo e teorico del teatro nō classico. L'opera inizia con un sacerdote in viaggio verso la capitale che si ferma sulla spiaggia di Takasago e vi incontra un'anziana coppia intenta a spazzare il terreno sotto un pino. Alla sua domanda sul significato del celebre pino, i due raccontano degli «Aioi no Matsu», i pini gemelli di Takasago e Sumiyoshi, prima di rivelarsi infine come gli spiriti di questi ultimi e invitare il sacerdote a un viaggio per mare fino a Sumiyoshi. Là, nella seconda parte del dramma, appare la divinità del santuario di Sumiyoshi, che alla luce della luna esegue una danza vigorosa in celebrazione di un mondo pacifico. Per quest'opera Zeami attinse a un passo della prefazione della classica raccolta di poesie Kokin Wakashū, in cui i due pini di Takasago e Suminoe sono descritti metaforicamente come una coppia.

Simbolismo del pino

Il pino occupa da sempre una posizione particolare nella cultura giapponese: essendo una pianta sempreverde ed estremamente longeva, è considerato fin dall'antichità sede di forze divine e viene spesso celebrato nella poesia classica giapponese come «Chitose», «Mille anni». Esso rappresenta quindi simbolicamente la longevità e la costanza. Poiché i pini venivano inoltre distinti - non del tutto correttamente dal punto di vista botanico, ma efficace sul piano simbolico - in maschili e femminili, si prestavano in modo particolare come simbolo dell'unione coniugale. L'immagine di due pini che, nonostante la separazione spaziale, sono considerati una coppia inseparabile, univa in questo modo la celebrazione dell'amore eterno con un ulteriore livello di significato legato al benessere e alla fioritura culturale, simboleggiato dal riferimento alla grande arte poetica delle antologie Man'yōshū e Kokinshū. La coppia di pini si è diffusa ben oltre il palcoscenico: il Metropolitan Museum of Art conserva una scatola per la scrittura con relativo scrittoio, il cui decoro è descritto appositamente come «pini di Takasago e Sumiyoshi».

Un'opera beneficiale per occasioni liete

Considerata una delle opere più celebri del cosiddetto Shūgen-Nō, il teatro Nō per le occasioni festive, «Takasago» è ritenuta fin dal periodo Muromachi una delle opere più beneauguranti e apprezzate del repertorio classico. Ancora oggi brevi passaggi cantati dell'opera, il cosiddetto Utai, vengono citati o cantati durante i matrimoni giapponesi, come il celebre verso «Takasago ya…». Anche al termine delle rappresentazioni Nō che durano un'intera giornata, tradizionalmente vengono recitati gli ultimi versi dell'opera come augurio conclusivo, chiamato Tsuke-shūgen, per concludere l'evento con una nota di buon auspicio.

Takasago nell'arte e nelle tradizioni nuziali

L'anziana coppia di Takasago, spesso raffigurata con rastrello e scopa, è uno dei motivi più amati della pittura tradizionale giapponese e dell'arte della ceramica. Su kakemono e shikishi i due compaiono per lo più insieme sotto il pino, spesso accompagnati da un sole al tramonto e da gru, che aggiungono un simbolismo di longevità. Nell'arte plastica si trovano piccole coppie di figure che, nelle cerimonie nuziali giapponesi, vengono tradizionalmente presentate insieme a decorazioni a forma di gru e tartarughe su un altare appositamente predisposto, per augurare alla coppia appena sposata un matrimonio lungo e felice. In alcune regioni del Giappone occidentale, tali coppie di figure di Takasago, che tengono in mano un rastrello e una scopa, vengono tradizionalmente offerte anche come dono di fidanzamento; è inoltre consuetudine regalarle in occasione del 25° o del 50° anniversario di matrimonio. Quanto il motivo sia strettamente legato a questo significato lo dimostra il titolo con cui il Metropolitan Museum of Art cataloga un foglio di Totoya Hokkei (1780–1850): «Jo e Uba di Takasago contemplano il sole nascente – rappresentazione simbolica di longevità e armonia coniugale».

Un messaggio senza tempo

Ciò che rende la leggenda di Takasago ancora oggi così efficace è il suo messaggio chiaro e discreto: il vero legame non si manifesta nella vicinanza esteriore, ma nella costanza dell'affetto attraverso il tempo e la distanza. Questo messaggio, condensato nell'immagine di due pini sempreverdi e di una coppia invecchiata insieme, ha reso la leggenda una componente fissa della cultura matrimoniale giapponese – e uno dei motivi più duraturi della pittura giapponese.

Zeami e l'arte del teatro Nō

Per comprendere appieno il significato particolare di «Takasago», vale la pena dare uno sguardo al suo autore: Zeami Motokiyo è considerato il più importante drammaturgo e teorico della tradizione classica del teatro Nō e con i suoi scritti ha plasmato per secoli la comprensione estetica di quest'arte scenica altamente stilizzata. Zeami sviluppò tra l'altro il concetto di Yūgen, una bellezza profonda, spesso solo accennata, che sfugge alla spiegazione immediata – un principio che in «Takasago» si manifesta con particolare evidenza nel silenzioso, contemplativo incontro tra il sacerdote viandante e la misteriosa vecchia coppia. In quanto cosiddetto Kami-Mai, un pezzo di danza dal carattere divino, «Takasago» appartiene alla prima categoria del repertorio Nō classico e viene rappresentato ancora oggi da tutte e cinque le grandi scuole Nō del Giappone.

La costante popolarità dell'opera si manifesta anche nel fatto che essa viene tradizionalmente rappresentata all'inizio di un nuovo anno o in occasioni particolarmente festive – una circostanza che sottolinea ulteriormente lo stretto legame tra la leggenda di Takasago e il desiderio di un buon e felice nuovo inizio. Ancora oggi, in Giappone, la conoscenza almeno di alcuni versi di «Takasago» è considerata parte di una cultura generale di base, paragonabile alla conoscenza di note espressioni o proverbi nelle culture occidentali. Chi oggi partecipa a un matrimonio giapponese si imbatte spesso in questa narrazione secolare senza essere consapevole della sua più profonda origine letteraria nel teatro Nō – una prova di quanto profondamente l'arte classica influisca sulla vita quotidiana giapponese.

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Fonti e bibliografia

The Metropolitan Museum of Art: Jo and Uba of Takasago Looking at the Rising Sun, n. inv. JP2345, metmuseum.org.

The Metropolitan Museum of Art: Writing Box (Suzuribako) and Writing Table (Bundai) with Pines at Takasago and Sumiyoshi, n. inv. 2015.500.2.54a–o, metmuseum.org.

The Metropolitan Museum of Art: Takasago Harbor, Suzuki Harunobu, n. inv. JP3043, metmuseum.org.

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